dissabte, 17 de març de 2012

GIANFRANCO CINCINNATI, CIRCUSFANS, HISTÒRIA SENTIMENTAL A TÍTOL PÒSTUM

www.circusfans.it

CI HA LASCIATI GIANFRANCO CINCINNATI
Ieri è venuto a mancare Gianfranco Cincinnati. Uomo del viaggio, molto conosciuto tra circensi e operatori dello spettacolo viaggiante. Sovente impiegato con mansioni di segretario presso diversi complessi, ha gestito il settore scuole dagli anni Ottanta fino al 1991 al Circo Embell Riva. Negli ultimi 5 anni lavorava al circo di Dario Martini dove il figlio è impiegato in veste di segretario. Il Circo Embell Riva attraverso le pagine di Circusfans esprime alla famiglia le più sentite condoglianze.
Fonte: Andrea De Palma, advertising & communication Circo Embell Riva
D.D.
01/02/2012 11.31.31

CARLO PELLEGRINI, CIRCUSFANS, HISTÒRIA SENTIMENTAL A TÍTOL PÒSTUM

www.circusfans.it

CI HA LASCIATI CARLO PELLEGRINI
Abbiamo appreso dai familiari della scomparsa di Carlo Pellegrini, 68 anni, da tempo malato, avvenuta all'ospedale di Imola, zona dove agiva il Floriciccio della famiglia Gerardi presso il quale lavorano i figli, mentre la figlia Elisa, sposata con Jula Saly, si trova da circa 10 anni al Circo Moira Orfei.
Fino agli anni Novanta Carlo gestiva con il fratello Nevio e le rispettive famiglie, il Circo Valdor (successivamente Circo Fratelli Pellegrini).
Al momento non é ancora stata comunicata la data delle esequie. Ai figli e a tutta la famiglia Pellegrini le più sentite condoglianze da parte dello staff di Circusfans Italia
D.D.
06/02/2012 12.08.32

FUNERALE CARLO PELLEGRINI
Gyoula Sali comunica che il funerale di Carlo Pellegrini si svolgeranno Giovedi 9 alle ore 15.00 presso la chiesa Santa Tertesa di Anzio.
07/02/2012 15.33.44

RINGRAZIAMENTO
Gyula Saly ci tiene, attraverso queste pagine, a ringraziare a nome della moglie Elisa e dei cognati Rony e Michele, le numerose persone che hanno preso parte al rito funebre di Carlo Pellegrini.
D.D.
11/02/2012 14.58.24

GIANFRANCO TAINI "DAKOTAS", CIRCUSFANS, HISTÒRIA SENTIMENTAL A TÍTOL PÒSTUM

www.circusfans.it
CI HA LASCIATO GIANFRANCO TAINI “DAKOTAS”

Apprendiamo con sommo rammarico della scomparsa di Gianfranco Taini “Dakotas”, appartenente per via materna alla famiglia Carbonari e conosciuto negli anni Settanta per un numero di indiani pellerossa (dunque una numerosa troupe impegnata in giochi del far west e folklore western) che lavorò dapprima al Circo Americano (1976) e successivamente in numerosi complessi europei quali Bouglione (1977), Achille Zavatta (1978), Cesare Togni (1979), Città di Roma (1980), Morris Zavatta (1981), Pinder (1986) per citarne alcuni.

1976. La Truope Dakotas al Circo Americano
Dal 1994 ad oggi Gianfranco con la moglie Rosetta e il figlio Nico monta un’entrata comico-musicale con cui lavora soprattutto in Francia, Olanda e Belgio dove la figlia Ilalia conosce e sposa Charles Pauwels dell’omonimo complesso.

Rosetta, Nico e Gianfranco Taini-Carbonari "Dakotas"
Alla moglie, alla figlia Ilalia e al carissimo Nico un abbraccio e la nostra più sentita vicinanza in questo momento così difficile.
D.D.
13/02/2012 22.41.29

SERENA BASSANO, CIRCUSFANS, HISTÒRIA SENTIMENTAL A TÍTOL PÒSTUM

www.circusfans.it
CI HA LASCIATI SERENA BASSANO
Abbiamo appreso dai giornali della scomparsa di Serena Bassano. Storica del circo e figlia dell'indimenticato Enrico Bassano, biografo di Darix Togni, Rosina Gerardi e Leonida Casartelli, autore di "Darix tra le Belve" e "Una Donna. Un Circo". Entrambi diressero la rivista Circo dimostrando, oltre alla grande competenza in materia, profonda passione e rispetto per il circo e i circensi. Entrambi furono infatti, prima di tutto, grandi amici dei circensi. Non si puo' parlare di Serena senza ricordare il padre Enrico. E questo perche' Serena fu la prosecutrice dell'opera paterna. Nelle lunghe telefonate degli ultimi periodi, non mancava mai di citare quel papa' per il quale dimostrava una toccante venerazione. A lei si dovette la riedizione del volume "Una Donna. Un Circo" dedicato appunto a Rosina Gerardi e al figlio Leonida Casartelli; una riedizione che fu qualcosa di piu' perche' aggiorno' la storia ampliandola con alcuni capitoli sugli anni Ottanta della famiglia Casartelli-Do Rocchi, l'ampliamento della famiglia con le nuove generazioni e i primi successi monegaschi.
Tra il 2003 e il 2006 in varie occasioni collaboro' con la rivista Circhi IN CAMMINO verso la quale era solita esprimere apprezzamento e stima e forse questi furono gli ultimi articoli sul circo recanti la sua firma che abbiamo avuto il piacere di leggere: un ricordo del padre Enrico, un ritratto di Ranieri di Monaco affiancato dal ricordo di un altro grande storico, Alessandro Cervellati e un ricordo del grande Leonida. Pagine che ci riempirono di orgoglio per l'onore che ci faceva con la sua firma.
Per noi Serena Bassano e' la storica del circo, ma nella sua carriera si occupo' di teatro a 360 gradi come giornalista e critica, curatrice dell'opera di Gilberto Govi sul quale dirigeva un archivio di grande valore.
Al riguardo, pubblichiamo un ricordo pubblicato ieri sul quotidiano on line MenteLocale.
D.D.


Genova. E' morta Serena Bassano, maestra di teatro e di vita
Addio all'attrice e memoria storica dei palcoscenici genovesi. Fu lei a diffondere le opere di Gilberto Govi. Martedi' 21 febbraio i funerali.
Quando a lasciarci e' una persona amica, il dolore e' forte. Quando a lasciarci e' una persona amica e la stessa ti ha aperto nuovi orizzonti, il dolore diventa ancora piu' forte.
Questa notte (18-19 febbraio 2012, ndr) Serena Bassano ha raggiunto suo padre e sua madre. Si e' ricongiunta a loro, proprio come aveva sempre desiderato, invocando il corso della vita.
Serena la conobbi molti anni fa. In quel tempo ero assessore alla cultura a Busalla. Avevo avuto il suo numero di telefono per l'organizzazione di una serie di eventi che volevamo collegare alla figura di Gilberto Govi. A Genova, non si poteva parlare di Rina e Gilberto Govi senza passare attraverso la memoria e la cultura di Serena Bassano.
Ci incontrammo per la prima volta alla stazione di Genova Brignole. Lei sarebbe venuta a Busalla, a parlarci di Govi. Era il tempo in cui i cellulari e internet non erano cosi' diffusi. Cosi' per riconoscerci, lei mi disse che avrebbe tenuto tra le mani il suo libro Il teatro di Govi (scritto a quattro mani con il suo amico di sempre Mauro Montarese).
Proprio come se il libro fosse una rosa tra i capelli, il nostro incontro fu un incontro d'amore (dove alla forma dell'amore abbiamo dato il connotato dell'Amicizia, quella vera). Da allora abbiamo camminato insieme. C'era una grande empatia. Serate di lunghe telefonate a parlare: io seduto a terra sopra il mio tappeto (che spesso mi portava a rivivere le sue narrazioni e i suoi racconti di vita vissuta), lei nella poltrona che fu di suo padre, l'amatissimo Enrico Bassano. Serate al circo. Serate a teatro: a volte anche tre volte alla settimana per non perdere le piu' belle opere messe in scena e l'occasione di incontrare coloro che sono stati suoi grandi amici o compagni di lavoro (Massimo Dapporto, Eros Pagni, Gigi Proietti, Giulia Lazzarini, Anna Proclemer).
Si, perche' Serena aveva dedicato tutta la sua vita al teatro e al circo. Sarebbe impossibile scrivere tutto quello che ha fatto nella vita: l'attrice, la diffusione delle opere di Gilberto Govi (a lei dobbiamo il fatto di aver trovato in allegato a quotidiani e riviste le commedie di Govi), la memoria storica del teatro (tradotta in numerose tesi, delle quali e' sempre stata correlatrice), libri sul teatro, la conservazione della memoria dell'opera di Luigi Bassano (suo zio), mostre, critiche, articoli di giornali: insomma un sugo di mare atto a promuovere gli amori della sua vita: il teatro e il circo.
A me ha insegnato tanto. Mi ha dedicato tantissimo tempo, non saprei quantificarlo. Mi e' stata vicina nei momenti difficili, supportando le mie scelte e incoraggiandomi nel perseguire la strada scelta. Perche' il teatro insegna alla vita, e chi ha fatto teatro puo' insegnare la vita, anche ai giovani.
Serena aveva una casa ricca di ricordi. Ricordi con i quali conviveva. Perche' con lei la vita non era stata generosa. Alle pareti le foto dei suoi amici. Tutte autografate. Tutte cariche di amore e di riconoscenza, non solo per lei, ma anche per il suo papa'. Tra questi spiccavano: Sam Benelli, Raffaele Viviani, Eduardo De Filippo, Vittorio De Sica (che oltre a teatro, la volle accanto a se nel film I colpevoli del 1956), Aldo e Carlo Giuffre', per citare quelli che ritornano alla mia mente. Oggetti comuni carichi di storia, della sua vita personale e relazionale con il mondo del teatro: ogni oggetto era fonte di narrazione e collegamenti al suo vissuto.
Negli ultimi anni, affrontando la malattia che ti toglie i ricordi, Serena ha sofferto. Lontano dall'affetto di tutti i suoi amici. Spero che per questo possa perdonarci e che ora, accanto a suo padre e sua madre, possa ritrovare il significato del suo nome, cosi' fortemente voluto da suo nonno.

Grazie Serena, grazie di tutto.
Serena Bassano, attrice di prosa professionista tra il 1950 e il 1970. Tra il 1974 e il 1975 ha allestito il Museo Archivio Govi del quale e' stata conservatrice. Ha suggerito al Comune di Genova il Premio Govi ad attori dialettali di fama nazionale.
E' stata presidente dell'Associazione Culturale Rina e Gilberto Govi. Nel 1997 ha istituito il Premio di Poesia Dialettale Ligure Rina Govi. Ha seguito l'edizione di diversi libri sullo spettacolo e sul circo. Tra i tanti, ha curato con Mauro Montarese Il teatro di Govi e Il teatro di Govi - II, raccolta di commedie inedite del repertorio goviano.
Suo padre Enrico e' stato uno dei piu' importanti scrittori e critici teatrali del suo tempo (recentemente gli e' stata dedicata una piazza nel borgo di Boccadasse). Suo zio Luigi, pittore, ha insegnato all'Accademia di Belle Arti di Genova.
21/02/2012 12.52.08

DARIO GOTTANI, CIRCUSFANS, HISTÒRIA SENTIMENTAL A TÍTOL PÒSTUM

www.circusfans.it
CI HA LASCIATO DARIO GOTTANI
La famiglia Casartelli ci informa della scomparsa di Dario Gottani, avvenuta questa notte. Aveva 77 anni e dopo una carriera di artista, negli anni Ottanta divenne presentatore al Circo Medrano. Negli anni precedenti per un periodo aveva lavorato per conto della la famiglia Casartelli esibendosi con un gruppo di elefanti di Davio Casartelli.
Successivamente divenne parte dello staff dell’Accademia d’Arte Circense di Verona nei suoi primi anni di attività.
Sposato con Mara Bulgarelli aveva tre figli Davide, Marco e Ivana. Le esequi saranno celebrate domani a Carpi. Alla famiglia Gottani le più sentite condoglianze da parte dello staff di Circusfans Italia.
D.D.
09/03/2012 8.50.33

divendres, 16 de març de 2012

MONROE, JORDI ELIAS I CAMPINS, INFOCIRCO, PALLASSO ENRICO, HISTÒRIA SENTIMENTAL A TÍTOL PÒSTUM

MAXIMINO RODRIGUEZ VIEJO, “MONROE”
(Mieres 15 d’agost 1935-27 de setembre 2007)


El meu fitxer sobre Monroe puja a 62 pàgines de text i fotos: el meu pare, JORDI ELIAS I CAMPINS, ja va publicar sobre ell des de 1965, el pallasso Enrico té una bona recopil·lació de fotos, i aquesta setmana el web de Genis Matabosch hi ha aparegut un post biogràfic que us recomano

ZOO CIRCUS
Programa del Zoo Circus de Carcellé año 1961




1964, Deu anys de circ, pàgina 22

7-2-2007 Trobo un article del meu pare de l’any 1965 sobre el Circo de París, programa on actuava Monroe

Octubre 1965 Revista de Palafrugell

Un circ que ha circulat
per Catalunya: el de París

Molts empresaris han comprès que el circ havia d'ésser circ de veres. Què és això de suprimir els cavalls, les feres i fins aquelles especialitats que, com la de l'acrobàcia, constitueixen les columnes bàsiques sobre les quals es manté l'espectacle? El circ no pot ésser confós amb les varietats. Els números han d'ésser precisament de circ i entre ells ha d'haver-hi els de sempre, els genuins. El circ és, al capdavall, interpretació i no pas novetat i allò que cal és no despullar-lo dels atributs que l'han fet immortal. Bé està, fins a un cert punt, la modernització. L'espectacle de circ, tanmateix, ha d'estar constituit per aquells a qui els francesos anomenen "les gens du voyage", és a dir, pels autèntics ambulants. La gent que porta, segons la frase clàssica, serradura de les pistes a les venes, o sigui la que ha nascut (és un dir) sota les grades, és l'única que, pels seus coneixements enciclopèdics, pot donar, en especialitzar-se en dues o tres branques a vegades molt diverses, circ de pes autèntic, d'impacte segur en els públics.

Així ho han comprès uns empresaris catalans que, com cada any, han anat d'un extrem a l'altre de Catalunya: no res de prescindir del circ tradicional, no res de fer varietats o arrevistaments, no res de conjuminar números inconnexos per tal de constituir un programa simplement espectacular. Cal recorrer sempre a l'aristocràcia de l'ofici, a aquells als quals s'anomenen genèrics. Que les famílies circences no existeixen a Catalunya ni a tot Espanya? Caldrà anar, una vegada més, a cercar reforços a l'estranger.

Així ho han fet aquest any els empresaris al•ludits. En lloc d'acudir, com era el costum establert durant força temporades, a Itàlia, ara han anat, com altres vegades, a donar un cop d'ull a França i d'allà han portat uns quants "enfants de la balle", o sigui gent de circs familiars, que han permès que, amb no massa abús, pogués batejar-se l'espectacle amb el nom de Cirque de París.

El domador de lleons era fluix. Però ell mateix, enfilat al trapezi, feia, al costat d'una noia, un número preciós d'exercicis de força. Quina rapidesa, quina precisió, quin domini! L'home coneixia bé el circ. L'havia mamat, segons la frase grollera i típica, des de la infantesa. Si amb els lleons trata vacil•lació, al trapezi ho feia molt bé, tal com l'adolescent que li repetia els exercicis. Un i altre donaven el cop: qualificació d'excel•lent per a ambdós.

Després, a cárrec de membres de la mateixa família, un número -realitzat per una noia- d'exercicis a la corda vertical; un altre, d'icaris o sigui d'aquells que, posats cames enlaire, fan giravoltar embalums humans sobre les plantes dels peus: encara un altre, d'acrobàcies a les anelles, número alimentat amb la comicitat; un més (a càrrec d’una altra nena) de contorsió, amb salts d’esquena des de molta alçària; encara un de malabars. Però la nota més aguda, donada per una "écuyére" sobre un perxeró. Això és el circ més excels, la gràcia més alada i més meritòria. El cavall, encara, anava sense "paneau" o sigui amb la gropa nua. La noia ataviada amb el "tutú" clàssic, encara era més digna d'aplaudiment.

La familia francesa era completada en el programa per gent de nacionalitat diversa: uns excèntrics acrobàtics portuguesos, doblats després en pallassos, un il•lusionista alemany, uns olímpics equilibristes (aquells que s'agafen de mans i porten el cos platejat) espanyols, D'espanyol encara n'hi havia un altre, del qual cal anotar, per la seva categoría, el nom: es diu Monroe. És un artista de mèrit, aplicat a allò que en l'argot de l'ofici se'n diu ruló i que, en millor català, s'anomena corró. Ja s'entén de què es tracta: d'un equilibrista sobre una fusta inestable col•locada sobre un petit cilindre. Monroe feia, tal com li pertoca, equilibris: però també feia allò que constitueix en l'especialitat una novetat autèntica: salts. Quins salts! Elevadíssims, vertiginosos, seguits i sempre a caure sobre la petita fusta esllavissadissa.

Però Monroe no tancava encara el programa. El darrer número anava a càrrec d'uns àrabs, exactament de vuit àrabs. Feien allò a qué tenen més tirada: salts a terra i piràmides, és a dir, acrobàcies. En els salts, de cara a aquells que saben llucar-hi, presentaven el "chef d'oeuvre" peculiar: el mortal de costat, sobre l'espatlla, en lloc d'ésser realitzat, com sempre, d'esquena o de cara. Arribat el torn de les piràmides, la sensació: un home, precisament prim, que en tenia al seu damunt a set més. Quina força, la seva. Força, però, no de fenòmen humà, d'home gruixut, sinó nerviosa. I, en conjunt, la gran espectacularitat dels salts, l'acrobàcia estimada i compresa per tothom.

El retret és antic: que els circs que volten per Catalunya, i per tots els pobles espanyols i no ciutats, acostumen a presentar programes fluixets, de segon ordre. El Circ de París, en conjunt, no era res de l'altre món. Els atractius, però, eren certs: autèntica gent del víatge i dos números d'upa: el de Monroe i el dels àrabs, ambdós autèntiques atraccions o sigui aquells números que atreuen, que criden, que signifiquen tot un programa.

JORDI ELIAS

2-2-1966

CIRCO

UN RECORD: SEIS CIRCOS

TODOS vinieron a Barcelona en otoño, excepto el último, llamado impropiamente Olimpíada Mundial, que se presentó en el momento de entrar en el invierno. Tres, el Zoo Circo, el Circo de Francia y el Continental, fueron por los barrios y no se anunciaron en las carteleras: estancias de dos o tres días y a veces, en vista del éxito, hasta de dos semanas. Aquello: ¿no viene la montaña – es decir, el público – a mi? Yo voy a la montaña.
El Zoo Circo, con instalación de dos palos, es decir, un material pequeño, presentó un programa en que, sin sobresalir mucho ningún número, existía una calidad discreta. También fue éste el caso del Circo de Francia, igualmente de dos palos. Aquí, con todo, se registró la presencia de un equilibrista sobre el rulo muy notable: el español Monroe. Igual puede decirse del tercer circo pequeño: programa aceptable y esta vez dos números sobresalientes: los payasos Romanus y el domador de tigres Taras Bulba.
En la Monumental, con material ya grande, el circo del mismo nombre: Monumental. Presentación excelente, programa de mucha calidad y un número de gran categoría: el del clown inglés Don Saunders. La temporada, de una duración desacostumbrada: 50 días. Y llenos continuos, principalmente durante las cuatro primeras semanas, llenos que, principalmente en días festivos y vigilias, eran hasta los topes.
En competencia con el Monumental y con estancia más breve, el Atlas. Escogió mal sitio: en la avenida García Morato, tocando a la calle San Pablo. El público se resistió a acudir a los barrios bajos. Fue una lástima. El programa estaba bien y contaba con una atracción suprema: la de los payasos Tonetti, ausentes de Barcelona durante muchos años y siempre vistos con el mejor de los beneplácitos.
Finalmente, en el Palacio de los Deportes de Montjuich, la Olimpíada Mundial, continuadora de los Festivales iniciados en 1956 y no celebrados en 1963 y 1964. La reanudación de la efemérides navideñas, realizada con todos los pronunciamientos favorables. Un programa de mucha calidad y un espectáculo largo, de tres horas y media. Por encima de todos, un número de categoría mundial: el de los payasos catalanes Rivels. Su “puentecito”, famoso en Europa entera, hizo también aquí las delicias de todos. Público, no muy abundante, principalmente el de pago. Faltó la propaganda es, ahora y aquí, decisiva.
Jorge Elias



22-4-1972 DIARIO DE BARCELONA

CON EL CIRCO, POR EL MUNDO

En el último número de “Le cirque dans l’univers”, publicación del Club du Cirque de París, aparece un largo artículo sobre Josep Oller, “showman” de la “belle époque”, según queda designado. Nacido en Terrassa en 1839 y trasladado a París a los dos años de edad, Oller fue un gran promotor de lugares de diversión: el parc Mutuel, el music-hall Fantasies Oller, los hipódromos de Maisons-Laffitte, de Saint Germain y de l’Alma, la piscina Nochechuart, el Moulin Rouge, el Jardin de París; también, el Nouveau Cirque. Ferran Canyameres, también terrasense, ya dedicó un libro, escrito en catalán, a su coterráneo. Oller obtiene ahora el reconocimiento de sus méritos ante los lectores del boletín parisiense.
Recogidas por sus corresponsales esparcidos por el mundo entero, “Le cirque dans l’univers”, aporta una vez más, noticias abundantísimas sobre la actividad circense internacional. Una de ellas tendrá para nosotros interés especial. Es aquella según la cual el malabarista español Gran Picasso obtuvo un éxito singular en el Ringling, circo en el que actuó durante toda la temporada última.
El malabarista Picasso es valenciano y, aparte de “jongler” con pelotas y lanzar al público cuatro platos que siempre vuelven a sus manos, realiza lo inaudito: lanza y recoge con la boca cuatro pelotas de ping-pong. Vimos actuar a Picasso en 1968, en San Sebastián, y, a pesar de no tener entonces muy seguras las cuatro pelotas –actuaba preferentemente con tres -, acreditó la clase que ahora le llevó al circo más grande del mundo.
También en el Ringling y en el mismo programa actuaron los funámbulos Gene Méndez, puertorriqueño, y Joe Seitz, alemán, que estuvieron aquí por las Navidades de 1961 y que poseen uno de los números de más calidad que jamás hayamos visto.
Según otro corresponsal, en París, en el Cirque d’Hiver, actuó el domador de leones Henri Dantés, considerado como una de las figuras mundiales de la doma. Había actuado en la película “El fabuloso mundo del circo”, rodada en parte en nuestra ciudad, a finales de verano de 1963. Después de verle el número en el Liceo –la jaula había sido montada encima de las butacas de la platea-, nos tomamos juntos unas cervezas en la Rambla. Entonces nos manifestó que quería retirarse. Si lo hizo, ahora ha vuelto a los leones, con los que se despacha a las mil maravillas.
Un corresponsal inglés se extiende sobre el augusto Charlie Caroli, instalado en el Tower-Circus de Blackpool durante treinta y una temporadas consecutivas, lo que, sin duda alguna, constituye un récord mundial de permanencia. En el mismo circo actuaron dos españoles: el alambrista Arturo Segura, sobrino de “Pinito del Oro”, y el equilibrista sobre rulo Monroe; ambos, artistas meritísimos y, particularmente Monroe, sin parangón con ningún otro, auténticamente fabuloso.
Jordi Elias


El pallasso Enrico ha penjat al seu web les fotos







"MONROE"
Hacer constar que D. Eduardo CARDENAL, ha entregado a Roberto RODRIGUEZ, un importante material gráfico, que a su vez "Monroe" le había regalado.
Roberto, es hijo de "Monroe".-











Colección: Rosmary RODRIGUEZ (archivo: Enrico)





Dibujo de los difíciles ejercicios que realizaba "Monroe"








Programa del "Cirkus KRONE" (Deutschland)





















Archivo: Nicole Magdenel






Archivo: Nicole Magdenel






www.circusfans.net; una de las webs circenses más importantes del mundo, se ha hecho eco de la triste noticia.
En nombre de la familia y amigos del gran "Monroe", mi agradecimiento más sincero al amigo Dario Duranti.
















Archivo: Alfredo Rodríguez Viejo






Archivo: Alfredo Rodríguez Viejo






"Coliseu dos Recreios" de Lisboa (Portugal) - 15 de Mayo de 1.962 - Archivo: Alfredo Rodríguez Viejo



Carta de D. Arturo Castilla anunciando la concesión de la Medalla de Oro de la Asociación Española de Artistas de Circo - Archivo: Alfredo Rodríguez Viejo






"Cirque Pinder" en Toulouse (France) 1.969 - Archivo: Alfredo Rodríguez Viejo






"Cirque Pinder" en Toulouse (France) 1.969 - Archivo: Alfredo Rodríguez Viejo






"Cirque Pinder" en Toulouse (France) 1.969 - Archivo: Alfredo Rodríguez Viejo






"Cirque Pinder" en Toulouse (France) 1.969 - Archivo: Alfredo Rodríguez Viejo






"Kelvin Hall International Circusen Glasgow (Scotland)" - Archivo: Alfredo Rodríguez Viejo






Programa del "Cirque Pinder / R.T.F. - archivo: Alfredo Rodríguez Viejo




"Cirque Pinder" en Toulouse (France) 1.969 - Archivo: Alfredo Rodríguez Viejo






"Moulin Rouge" de París - Espectacle "Frenesi 80" – archivo: Alfredo Rodríguez Viejo






Foto cedida por Nicole Magdenel de su colección privada






"Moulin Rouge" de París - Espectacle "Fascination" – archivo: Alfredo Rodríguez Viejo






"Moulin Rouge" de París - Espectacle "Fascination" - archivo: Alfredo Rodríguez Viejo







Foto cedida por Nicole Magdenel de su colección privada






Foto cedida por Nicole Magdenel de su colección privada.




"El Correo Español-El Pueblo Vasco"







"El Correo Español-El Pueblo Vasco"






Colección: Rosmary RODRIGUEZ (archivo: Enrico)
"Monroe" con su hija Nathalie.-
(Rosmary RODRIGUEZ es la hija de Alfredo, hermano de Maximino. Mi agradecimiento por el envío de estas fotos que forman parte de la colección privada de Rosmary.)











Colección: Rosmary RODRIGUEZ (archivo: Enrico)
Nicole Magdenel con el monociclo sobre el alambre, bajo la atenta mirada de "Monroe".






Colección: Rosmary RODRIGUEZ (archivo: Enrico






Colección: Rosmary RODRIGUEZ (archivo: Enrico)
.... su primer número en el circo.






Colección: Rosmary RODRIGUEZ (archivo: Enrico)
"...... ataba un alambre de un extremo a otro del río y sus primeros espectadores fueron sus vecinos." (Rosmary)






Foto cedida por Nicole Magdenel de su colección privada






Foto cedida por Nicole Magdenel de su colección privada.
Diario "DEIA" (18/08/1.989) Año 13 nº 4.131 - Fotos: Carlos Villagran -
En el "Circo de Ángel Cristo" en la Semana Grande de Donostia.






Foto cedida por Nicole Magdenel de su colección privada






Nathalie, hija de Nicole y "Monroe" con un gran piloto. Foto hecha en la población catalana de Els Monjos (Alt Penedés).
Colección: Nicole Magdenel (Archivo: Enrico)






Tres años consecutivos estuvo "Monroe" en el "Moulin Rouge" de París - Archivo: Alfredo Rodríguez Viejo








"MONROE"
Hacer constar que D. Eduardo CARDENAL, ha entregado a Roberto RODRIGUEZ, un importante material gráfico, que a su vez "Monroe" le había regalado.
Roberto, es hijo de "Monroe".-



27-9-2007

Benvolgut Enrico:

No sé si t'he parlat mai de la "Història sentimental a títol pòstum". Hi intento recopil•lar la memòria dels que ens deixen, a partir de la informació que "casualment" en tinc: lectura de diaris, revistes, webs.

He incorporat les teves fotografies del Monroe, pàgines 66 i següents. Espero que no t'importi. En cas afirmatiu, fés-m'ho saber, please i les retiro.

També t'agraïré si em vols tenir informat de les defuncions. Ultimament són molts, massa. Jo intento que la seva memòria no es perdi.

Una abraçada

Joaquim Elias

Hola Joaquim:
por mi parte no hay ningún problema. Al contrario, muchas gracias.
Saludos
Enrico
www.amigosdelcirco.com
OTRO COMPAÑERO QUE NOS ABANDONA

27 Sep 2007


Con gran pesar en el día de hoy nos hemos enterado de la triste noticia del fallecimiento de nuestro amigo y compañero Maximino Rodríguez Viejo, mas conocido artísticamente como “Monroe”.
Tras un largo tiempo arrastrando una grave enfermedad hoy ha fallecido en su tierra natal Mieres (Asturias) este gran artista, que con el nombre de “Monroe, el loco del rulo” asombró a grandes y pequeños y al cual su estupendo trabajo le llevo a trabajar en el famosos Circo Ringlind de Estados Unidos, y en los principales coliseos. Un genial artista que en los últimos años no tuvo la suerte que se merecía, y que una vez mas tristemente en nuestra profesión pudimos ver como sus últimos años los pasó sin ninguna ayuda por parte de los poderes públicos. El circo siente su perdida y quienes tuvimos la suerte de conocerle personalmente y trabajar con el varias temporadas, no olvidaremos nunca a este gran artista que figurará para siempre en la historia reciente del circo.
A familiares y amigos nuestros mas sentido pésame.

J.Palacio (Presidente de la asociación

In Cammino
IN SPAGNA E' MORTO "MONROE"

Payaso Enrico ci informa che è morto "Monroe", illustre artista spagnolo celebre come equilibrista al rullo oscillante (rola rola). Maximino Rodríguez Viejo “MONROE” (Mieres, 1935/2007) è stato uno degli artisti che ha dato maggior lustro al circo spagnolo.
Sul sito di Payaso Enrico è stato pubblicato un ricco album fotografico. Per vederlo
CLICCA QUI
S.B. 28/09/2007 14.06.46

31-1-2011
Eduardo Cardenal y Monroe: la amistad de dos genios del circo
Francisco Mª Martín Medrano



En los libros de historia circense, tanto Maximino Rodríguez Viejo como Eduardo Cardenal Gómez ocupan lugares sobresalientes en sus respectivas especialidades. Criados en la posguerra española en distantes puntos geográficos, desde niños les tocó trabajar en distintos oficios; esta experiencia multidisciplinar les sería de gran utilidad en su vida itinerante. Ambos compartieron afición autodidacta por el mundo de la pista circular, a la cual se vieron abocados inexorablemente por su irrefrenable vocación. En distintos momentos, sus vidas se cruzaron y surgió la amistad, la cual dio extraordinarios frutos artísticos.

“El loco del rulo”
Maximino Rodríguez Viejo nació en Santa Cruz de Mieres (Asturias) el 15 de agosto de 1935; era el mayor de ocho hermanos. En su pueblo tendió sobre el río Caudal uno de los cables de la mina, lo ancló a dos árboles y cruzaba en equilibrio de un margen al otro; también ascendía por los cables inclinados que sujetaban las torretas de la mina. Al pueblo vecino de Moreda vino la familia de saltimbanquis de Michelín y con ellos quiso irse; su padre se lo impidió por ser menor de edad, pero le concedió permiso al año siguiente. Entre las destrezas que practicaba aquella troupe estaba el ejercicio sobre un rulo encima del suelo; enseguida Monroe mejoró aquel número. En la segunda mitad de los años cincuenta, con el paréntesis del servicio militar trabajó en los circos Koyan, Pompeya, California, Italia y Atlas. En los sesenta intercaló ya sus actuaciones en las mejores salas de fiestas de Madrid y Barcelona, con el Price estable (1961, es la primera vez que Eduardo ve actuar a Maximino) y las carpas: Berlín Zirkus, Kron… En 1964 realizó temporada con el legendario Ringling Bros. and Barnum & Bailey en Estados Unidos.

Conocido artísticamente como Monroe, fue quien elevó la disciplina menor del rulo y la convirtió en gran atracción. Sus rutinas eran impecables, las ejecutó sobre pedestal y fue el padre de los rulistas. La labor con lazos era otro de sus momentos estelares de número. Estos méritos justificaron que se le concediese el Premio Nacional de Circo 60-61, por el entonces Ministerio de Información y Turismo; en una época en la que España tenía extraordinarios artistas trabajando por todo el mundo. A su regreso a Europa, integra la compañía del Circo de Francia (Gruss) en gira por España, recorre las principales salas de variedades de los países nórdicos y finaliza los sesenta con temporadas con las más importantes empresas del viejo continente: Krone, Knie y Pinder…

La del 70 estuvo con los Hermanos Tonetti en su Circo Atlas; el año anterior realizó visita a esta casa y vio trabajar en la misma a Cardenal y le facilitó la ruta por carretera para viajar a Noruega. El Coliseo de Oporto, el Tower Circus inglés de Blackpool, el parisino Moulin Rouge –en el que ya había estado en el 67-, temporadas en Italia con los materiales de la familia Orfei y, tras unos años en las más importante salas de fiestas europeas, tiene un grave accidente en el Scala de Barcelona. Solía despedir su actuación realizando un salto mortal atrás a tierra desde el pedestal; falló el aparato al coger impulso y se fue al suelo de cabeza. Tras superar el estado de coma, se le implantó una prótesis. Mientras se recuperaba en Barcelona en casa de su hermano Alfredo, coincide casualmente con Eduardo Cardenal y le convence para que se vaya con él. Eduardo había sobrellevado una importante lesión en el cuello con medicina natural y orienta a Monroe. Éste, a su vez, entrena a Tito, hijo de Eduardo con seis años de edad, con el número de rulo. Eduardo además le fabrica personalmente un nuevo aparato más seguro a Monroe, así como los rulos. La capacidad de sacrificio y esfuerzo de Monroe se pusieron a prueba. Pese a haber perdido ángulo de visión, y no poder realizar la parte de malabares de su trabajo, rehace el número. Algunos empresarios, como Ángel Cristo, le dan trabajo cuando aún estaba recuperándose. Sorprendentemente; Monroe consigue a continuación la parte más brillante de su carrera: nueva gira por parques de atracciones, un contrato por tres años con el prestigioso Moulin Rouge parisino, actuaciones en los grandes hoteles de Sudáfrica, Corea, Puerto Rico, Israel, las Vegas… acogen el resurgir de esta gran figura.

En 1985, su enorme paciencia y dedicación en los ensayos, los secretos de Monroe según su gran amigo Cardenal, le posibilitan crear un número cómico con una cabra pequeña (1985-1987) con la que triunfa en la sala Cabra de Oro de la Costa Brava. Los siguientes años, hasta 1992, los trabaja en distintos circos con su número de osos en las empresas de Francisco Ribera, Jesús Santos, Machiño… y Cardenal.

En su carrera fue presentado por las más importantes cadenas de televisión, incluido el programa norteamericano de las grandes estrellas Ed Sullivan Show. Participó en galas junto a artistas como Frank Sinatra. Tuvo cuatro hijos: Alfredo –que colaboraba en el número de osos, ya fallecido-, Maximiliano, Roberto y Natalí. Finalmente, tras haber sido uno de los grandes, falleció el 27 de septiembre de 2007 en su pueblo natal. Seguramente las riadas hayan acabado con los árboles entre los que tendía y templaba el cable por el que se desplazaba en sus comienzos. Sin embargo, su valía artística y su carácter desprendido de lo material y solidario, han hecho de él una leyenda para la gente del circo y cuantos tuvieron la suerte de tratarlo.

Este artículo fue publicado en la revista teatral "La Ratonera" y se reproduce con la debida autorización.

Post al web: www.infocirco.com de Genis Matabosch

Monroe, "el loco del rulo" en el recuerdo (ES)
16-03-2012


MONROE archivo Alfredo Rodriguez Viejo


En julio de 1963 llegó a Mieres el legendario circo Krone, su mayor atracción era un muchacho que estaba considerado como un fuera de serie con un número en el combinaba la habilidad con el riesgo y que ya había paseado con éxito por Portugal, Francia, Italia, Inglaterra y el norte de África. En aquel momento ya era una figura conocida del público y venía avalado por el Premio Nacional del Circo que le había concedido tres años antes el Ministerio de Información y Turismo; pero en la villa del Caudal su actuación contaba además con el aliciente de que se presentaba ante los suyos.
Efectivamente, quien se hacía llamar Monroe y aparecía en los carteles como «el loco del rulo» no era otro que Maximino Rodríguez Viejo, el hijo de Consuelo y Alfredo, el barbero de Revallines, el pequeño pueblo donde él había llegado al mundo el 15 de agosto de 1935 para ser el primogénito entre los ocho hermanos de la familia.
Algunos estaban sentados aquella tarde junto a sus padres y un grupo de vecinos aplaudiendo desde las gradas las piruetas de Maximino mientras le recordaban cuando era apenas un adolescente, caminando en equilibrio sobre los cables que iban quedando inutilizados cuando se abandonaba algún tendido minero o que él mismo sujetaba entre los árboles a la vera del río Aller e incluso de orilla a orilla causando la admiración de quienes asistían a aquellos espectáculos gratuitos.
Maximino Rodríguez había nacido para ser trabajador de la Hullera Española, pero Monroe, su alter ego, quería ser artista, y en la disputa entre las dos personalidades ganó la segunda. Cuando todavía era menor, un día bajó a Moreda para ver la actuación del equilibrista ambulante «Michelín», de mucha fama en aquel momento, y cuando éste acabó, él le mostró sus habilidades. El saltimbanqui quedó tan impresionado que fue a hablar con su padre para que le dejase entrar en su espectáculo; el barbero no quiso ceder en aquel momento, pero al año siguiente no tuvo más remedio que aceptar que el destino de su hijo no pasaba por la mina.
Poco a poco, combinando las actuaciones con el transporte de los materiales y el montaje de las carpas, Monroe se fue haciendo un nombre y creó su propio estilo con el llamado rulo americano que acabó llevándole a lo más alto del circo. Seguro que conocen ustedes esta difícil disciplina que consiste en mantenerse sobre una tabla que se coloca a su vez sobre un cilindro de madera mientras se hacen piruetas. Pronto el artista de Mieres se convirtió en el mejor rulista del mundo, mejorando los números que ya existían, introduciendo combinaciones con lazos e incorporando momentos de gran riesgo físico.
Cuando aquella tarde de julio se presentó en Mieres, estaba en su mejor momento y le llovían las ofertas de las mejores empresas después de haber pasado por los escenarios de los grandes circos del momento: «Pompeya», «California», «Italia», «Atlas», entre otros, alternando las carpas con las mejores salas de fiestas de Madrid y Barcelona.
Maximino triunfó entre los suyos y luego siguió su camino: en 1964 recorrió los Estados Unidos con el prestigioso «Ringling Bros. and Barnum & Bailey» y llegó a participar en espectáculos junto a personajes de la talla de Frank Sinatra, lo que le llevó al famoso programa de televisión de Ed Sullivan, que se transmitía desde Nueva York y por el que durante más de dos décadas y hasta su cierre en 1971 fueron pasando los mejores artistas y cantantes de la historia moderna, entre ellos Elvis Presley, Los Beatles o los Rolling Stone.
De nuevo en Europa, sin perder la costumbre de no quedarse mucho tiempo ni en la misma ciudad ni con la misma empresa, coleccionó en su pasaporte los sellos de todos los países del mundo libre. Sería tedioso enumerar la relación de los lugares por los que pasó o su relación con personalidades tan emblemáticas en el mundo del circo como la familia Orfei en Italia o los hermanos Tonetti, que seguramente recuerdan ustedes con cariño, aunque, si hay que señalar un escenario clave en su vida, ese debe ser el Moulin Rouge de París donde fue varios años el artista más esperado por los espectadores.
Desgraciadamente, uno de los atractivos que mantiene el interés en las pistas es el riesgo, y Monroe siempre iba un paso por delante de los demás, hasta que una noche desgraciada, justo cuando remataba su actuación con el habitual salto mortal hacia atrás con el que ponía punto final a su espectáculo, el aparato sobre el que se impulsaba tuvo un fallo y sufrió el peor de los accidentes que se puede imaginar un equilibrista, dando con su cabeza directamente contra el suelo. Fue en la sala Scala de Barcelona y Monroe vio la muerte de cerca, estuvo en coma y hubo que colocarle una prótesis en el cráneo para reparar el tremendo destrozo.
Según Francisco Martín Medrano, uno de sus biógrafos, cuando se recuperaba en Barcelona en casa de su hermano Alfredo, inició su amistad con Eduardo Cardenal, otro gran artista español que se iba a convertir en uno de sus mayores apoyos, Eduardo había superado también una importante lesión en el cuello gracias a la medicina natural y, de los consejos médicos pronto pasaron a los profesionales. Monroe quedó para siempre con su visión deteriorada y la rapidez de sus brazos afectada, por lo que ya no pudo volver a realizar malabares, pero aún así, sus piernas mantuvieron la agilidad y se consideró con fuerzas para triunfar de nuevo con el rulo, de modo que su amigo se encargó de prepararle los nuevos materiales cuidando sobre todo de su seguridad.
Sin tenerlas todas consigo, el empresario Ángel Cristo le volvió a abrir una senda hacia el éxito que el mierense supo aprovechar y olvidando sus limitaciones se vio otra vez encandilando al público de los cuatro grandes continentes y consiguió retornar a su sala más querida, el Moulin Rouge, donde firmó un contrato por tres años.
Pero la vida es inexorable y lo que no pudo la fatalidad lo pudo la edad; cuando notó que los años iban pesando, el gran Monroe, hombre de circo por encima de todo, decidió que había llegado el momento de guardar el rulo para siempre y empezó a interesarse por las atracciones con animales. En 1985 trabajó en una sala de la Costa Brava con una cabra pequeña, hasta que aquel número cómico se le quedó corto, así que decidió dedicarse intensamente a una actividad que había visto a otros compañeros, pero que en este país aún no tenía representantes: el adiestramiento de osos? y él, con la colaboración de uno de sus hijos, fue el primer español que dignificó este espectáculo consiguiendo una vez más la admiración y los aplausos de niños y mayores.
Adiestrador y no domador, siempre insistió en este matiz porque en vez de usar el látigo jugaba con los animales dándoles chocolatinas y golosinas y no los obligaba por la fuerza.
Durante estos años Monroe estableció su residencia en el pueblecito de Arbós del Penedes, en Tarragona y hasta allí llegó en octubre de 1988 su último gran reconocimiento: la Medalla de Oro del Congreso, que se otorgó a las personas más relevantes en el mundo del circo español; luego, cuentan que también intentó emplear su táctica con los animales más difíciles de lucir ante un público: los burros, algo que aún no se ha conseguido y que él estaba convencido de poder lograr, pero ya no hubo tiempo.
En junio de 2006, Nicole Magdelen, la última mujer de su vida , comunicaba a sus antiguos compañeros que Monroe estaba internado en el hospital Álvarez Buylla de Mieres en un estado muy grave, la noticia corrió por el mundo del circo, pero no tuvo ninguna repercusión entre sus vecinos, desconocedores -mea culpa, también- de que entre nosotros se encontraba uno de los más grandes, que había llevado el nombre de esta villa por el mundo y que por ello era el candidato ideal para haber recibido el galardón de «Mierense del Año», para el que no se le propuso.
Maximino falleció el 27 de septiembre de 2007, fiesta local de los Mártires de Cuna. Dicen quienes lo trataron, que además de su valía como artista y de su humildad -evidenciada en el gran desconocimiento que tenemos de su figura-, fue un hombre generoso con sus amigos y solidario con todos. Ya sé que estas cosas hay que hacerlas en vida, pero el caso de Monroe resulta tan peculiar que creo que aún no es tarde para rendirle un pequeño homenaje, por ejemplo reuniendo en una publicación el archivo fotográfico que conservan sus allegados. Si corriesen mejores tiempos también podríamos celebrar en su memoria un encuentro de rulistas y equilibristas? pero eso ahora mismo es ciencia ficción.
Fuente: http://www.lne.es/cuencas

dilluns, 5 de març de 2012

ISA GORSKY, HISTÒRIA SENTIMENTAL A TÍTOL PÒSTUM

ISA GORSKY (-5/3/2012)

Benvolguts,

Des de La Central del Circ us hem de comunicar una notícia molt trista: la Isa Gorsky de La Grainerie se n’ha anat després de lluitar 6 mesos contra un càncer.

Molts de vosaltres l’heu conegut perquè heu fet una residència a La Grainerie, perquè heu presentat un projecte a la Isa o perquè hi heu actuat. Us remetem la carta que ens ha fet arribar l’equip de La Grainerie.
L’equip de La Central, vol expressar el seu condol i informar-vos que si sou per Toulouse i voleu acomiadar-vos de l’Isa:

Serà incinerada al “crématorium de Cornebarrieu” a les 10’30h demà dimarts 6 de març.
A partir de les 12h, a l’hora de dinar, la seva família i els seus amics us conviden a la Grainerie per a compartir els vostres records i els vostres testimonis artístics.

Si voleu fer arribar unes paraules a La Grainerie, les podeu enviar a contact@la-grainerie.net.
Comunicació La Central del Circ
Parc del Fòrum de Barcelona. Moll de la Vela, 2 08930 Sant Adrià del Besós (Barcelona)
Telf. (+34) 93 356 08 90
comunicacio@lacentraldelcirc.cat / www.lacentraldelcirc.cat

Toute l’équipe de la Grainerie a la tristesse de vous annoncer que notre Isa vient de s’éteindre ce 1er mars après un dernier combat de 6 mois contre un méchant cancer.

Isabelle Gorsky venait d’avoir 50 ans.
Elle était la première salariée de l’association « la Grainerie » fondée en 2002, et elle faisait partie de Saltobrank, l’équipe qui a créé et géré la première Grainerie en 1997.

Pendant plus de dix ans, elle a impulsé toutes les évolutions de la Grainerie, de l’utopie d’un projet associatif relayé par les collectivités, à la mise en place d’une équipe capable de prendre en main cette fabrique destinée à la création artistique, projet alternatif devenu pérenne tout en gardant ses valeurs initiales.

Et bien évidemment, ce 19 mars, jour de l’inauguration de la Grainerie, nous penserons à elle, aux années de sa vie où elle a œuvré inlassablement pour que cette fabrique des arts du cirque et de l’itinérance rayonne grâce à cet art populaire sur la métropole toulousaine et bien au-delà !

Faut dire qu’elle était la conductrice de Caravane de Cirques, la pourvoyeuse généreuse d’espaces de travail pour les équipes en création, la Louise Michel capable de mettre en grève la Grainerie en 5 minutes pour les luttes intermittentes, la pie qui chante à la sono du camion Sud dans les manifs pour dénoncer les injustices, celle qui était à la gauche de la gauche de la gauche, cette self made woman fragile et déterminée descendue de sa banlieue parisienne, cette fonceuse adepte du Qi Gong du mardi soir, cette partisane du bio et des circuits courts capable aussi de se damner pour un éclair au café, cette râleuse professionnelle à la Bacri, cette amie fidèle dévoreuse de bouquins, cette femme épanouie dans sa vie familiale … et vous pouvez en rajouter, nous n’en doutons pas ! A ses enfants Léa et Youri, à son compagnon Bruno, à sa famille et à ses proches, nous savons combien elle va manquer.

Nous, nous allons devoir nous résigner à vivre sans cette battante, si généreuse et chaleureuse, avec qui nous avons partagé tant d’intenses et beaux moments.

Isa sera incinérée au crématorium de Cornebarrieu à 10 h 30 ce mardi 6 mars. A partir de 12 h à la Grainerie, sa famille et ses proches vous invitent à venir partager vos témoignages, vos gestes artistiques, votre repas…

Si vous voulez envoyer vos condoléances à sa famille : Bruno Marcato, Youri et Léa, 16 avenue de Castres, 31500 Toulouse ou brunomarcato@wanadoo.fr
Si vous désirez laisser un témoignage, vous pouvez l'envoyer sur contact@la-grainerie.net.
Vous trouverez également un cahier à l’entrée de notre fabrique.